Sabato, 15 Aprile 2017 15:54

Buona Pasqua!

"Vergogna" è un vero e proprio grido quello lanciato da Papa Francesco alla fine della tradizionale Via Crucis del venerdì Santo. È vergogna per il sangue degli innocenti che ogni giorno, ormai da troppo tempo, viene versato nelle terre degli ultimi. È vergogna per il sangue dei migranti che si riversa nei nostri mari; per chi respinge tutti coloro che scappano dalla guerra, dalla fame, da morte certa. Tutti siamo migranti, tutti siamo uomini, tutti siamo Fratelli. E la preghiera del Papa a Cristo parla anche di cuori pieni e nostalgici di speranza: la "speranza fiduciosa che tu non ci tratti per i nostri meriti ma unicamente secondo l'abbondanza della tua Misericordia (...) Ti chiediamo di spezzare le catene che ci tengono prigionieri del nostro egoismo (...)" Questo è l'augurio del nostro Papa e questo è l'augurio che rivolgo a tutti voi, in particolare a chi vive lontano dall'amata Italia: affinché la terra straniera prima diventi sempre più Casa, senza dimenticare mai chi siamo e da dove veniamo. Un augurio per una serena Pasqua. Franco
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Vi proponiamoil testo integrale dell'Omelia Pasquale di Papa Francesco:

"Il Vangelo della risurrezione di Gesù Cristo incomincia con il cammino delle donne verso il sepolcro, all’alba del giorno dopo il sabato. Esse vanno alla tomba, per onorare il corpo del Signore, ma la trovano aperta e vuota. Un angelo potente dice loro: «Voi non abbiate paura!» (Mt 28,5), e ordina di andare a portare la notizia ai discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea» (v. 7). Le donne corrono via subito, e lungo la strada Gesù stesso si fa loro incontro e dice: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno» (v. 10). “Non abbiate paura”, “non temete”: è una voce che incoraggia ad aprire il cuore per ricevere questo annuncio.
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Papa Francesco non smette di stupire e ieri durante L'Angelus della Domenica della Palme da Piazza San Pietro lancia un altro grido di speranza, soprattutto ai giovani, numerossisimi ( l'evento di ieri anticipa la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà in Brasile dal 23 al 28 luglio. E il Papa ci sarà, come annuncia lui stesso: «Cari amici, anche io mi metto in cammino con voi, sulle orme del beato Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI». ),  Il messaggio di speranza è soprattutto contro questa crisi profonda che affligge sopratutto le famiglie : "Per favore non lasciatevi rubare la speranza! (...) In questo momento - ha detto ai 250 mila fedeli presenti - viene il diavolo mascherato da angelo e tante volte insidiosamente ci dice la sua parola. Non ascoltiamolo, seguiamo Gesù".

E proprio in occasione della festa di San Giuseppe, c'è stata la telefonata, che ha preceduto l'incontro storico, tra Papa Francesco e l'ex vicario di Roma Papa Benedetto XVI. Dalla Sala Stampa Vaticana, ci arriva voce che " il colloquio è stato ampio e cordiale". "Il Papa emerito ha seguito con intensa partecipazione gli eventi di questi giorni" . L'incontro tra Papa Francesco e Papa Benedetto XVI si è svolto, senza mille cerimonie, proprio in accordo con la vocazione del Pontificato di Francesco. Padre Lombardi ha dichiarato che: "Papa Francesco era molto sereno, sorridente e incoraggiante. E' stato un incontro pieno di affetto. Il colloquio e' durato 40-45 minuti, e tra loro c'e' stata una comunicazione profonda". Il colloquio è durato 45 minuti ed è un evento storico di portata mondiale.




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"Fratelli e sorelle buonasera. Voi sapete che il dovere del Conclave è di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui..." La fine del mondo di cui parla Papa Francesco è l'Argentina, patria di molti Italiani emigranti negli anni '50-60 che negli anni '90 anno vissuto una delle catastrofi economiche e sociali più pesanti di questo secolo. Figlio di un italiano dipendente delle ferrovie, Papa Francesco è molto umile e sta ponendo i valori non negoziabili quali la famiglia e la dignità umana al centro del proprio pontificato. Bagni di folla, rinuncia agli stemmi papali d'oro, l'anello del pescatore e il crocifisso, in favore dell'argento, meno sfarzoso ma dal doppio significato, fino all'incontro con la famiglia Orlandi, semplicemente, stringendo più forte la mano di una madre e di un fratello che aspettano di sapere cosa sia sucesso alla loro Emanuela. 
La semplicità è l'umiltà sono la forza di questo Papa, che non dimentica gli anni trascorsi nell'Argentina devastata dalla povertà dovuta al crack economico-sociale; la dittatura e i desaparesidos, e neanche i sacrifici dei genitori emigrati. E da migrante che torna nel paese d'origine, meglio di tutti riesce ad esprimere questa doppia appartenenza, che gli restituisce la capacità di comprendere i diversi contesti e spiegarli ai miliardi di fedeli e non che l'ascoltano incantati. Il Papa migrante, che attraversa la folla e semplicemente rimane uno di noi. Uno di noi con il potere di riformare la Chiesa.

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Giovedì, 14 Marzo 2013 09:53

"Habemus Papam" Francesco

Ieri sera, poco dopo le 19, fumata bianca dal comignolo della Basilica di San Pietro. Dopo poco più di mezz'ora, tra le urla di gioia  della piazza circostante in festa, ecco uscire il successore di Pietro, il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco.
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