Sabato, 17 Maggio 2014 13:36

I Cristiani Avanguardia Della Nuova Europa

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"Ha scritto una volta un grande poeta, Wolfgang Goethe, padre non solo della lingua tedesca ma anche più in generale della cultura europea: <quello che hai ereditato dai tuoi padri devi conquistarlo di nuovo per possederlo veramente>. La cultura, i valori, non sono oggetto di un possesso che possa mai essere dato come veramente acquisito. Sempre di nuovo nella storia essi vengono messi in questione, e sempre di nuovo devono essere riconquistati nella coscienza delle singole persone e dei popoli

.                    De Gasperi

E' attraverso questa lotta che essi mantengono la loro eterna giovinezza. Questo vale per ogni epoca storica e per ogni comunità umana e vale oggi in modo particolare per noi, per il nostro tempo, per l'Europa e per il Partito Popolare Europeo. I valori cristiani, per il cui inserimento nella Costituzione europea noi abbiamo lottato, non sono soltanto i valori dei fondatori dell'Europa, di San Benedetto, dei santi Cirillo e Metodio e di San Patrizio. Essi arrivano a noi perché sono stati riscoperti dopo il terribile massacro delle guerre mondiali, dopo l'olocausto, dopo la grande apostasia dei regimi totalitari, fascisti, nazisti e comunisti del secolo ventesimo. Dopo il crollo delle religioni immanentiste dei nazionalismi esasperati, alcuni uomini politici coraggiosi, tra i quali si suole ricordare Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, svilupparono il progetto dell'unità dell'Europa proprio a partire dalla riconquista di quei valori. Al centro stava, e sta ancora oggi, l'idea della dignità e dei diritti della persona umana, che non può essere distrutta e umiliata in nome di alcun valore considerato superiore, sia esso la razza o la classe nei quali si corrompe e decade l'idea di amor di patria o di giustizia sociale. Potremmo indicare come motto di questa costruzione europea una frase di San Ireneo di Lione, che San Giovanni Paolo II era solito citare con particolare predilezione: "la gloria di Dio è che l'uomo viva". I medesimi valori furono riscoperti una seconda volta dai popoli dei paesi soggetti alla dittatura comunista nei paesi dell'Europa centrale e orientale. Come dimenticare le immagini degli operai polac  chi dei cantieri di Danzica che portavano sulle loro tute l'immagine della Vergine di Cestokowa, regina della Polonia, nel momento in cui sfidavano, appoggiandosi solo alla forza della coscienza e della verità, la più grande concentrazione di potere politico, militare, burocratico mai esistito nella storia? La lotta per inserire nella Costituzione europea un riferimento ai valori cristiani è stata, contemporaneamente, una lotta per incorporare nella comune coscienza europea la grande testimonianza resa davanti alla oppressione e alla violenza di Yalta da parte dei popoli polacco e ceco, slovacco e ungherese, e lituano, lettone e estone, e tedesco della Germania orientale, sloveno e bulgaro, rumeno e degli altri popoli di quella sfortunata parte dell'Europa. Nel corso del suo primo viaggio nella Polonia liberata, San Giovanni Paolo II poneva una domanda sul destino futuro della Polonia; se essa dovesse solo aggiungersi come ultima arrivata alla cultura di un consumismo occidentale sordo ai valori dello spirito oppure dovesse portare con sé nella nuova Europa, la memoria della riscoperta del valore trascendente della persona umana che aveva animato la lotta di Solidarnosc per la libertà. La domanda mantiene una sua straordinaria attualità. Quale Europa vogliamo costruire? In realtà non si tratta di una alternativa tra la nostra Europa e un'altra Europa possibile, preposta da forze culturali a noi alternative, per esempio l'internazionale socialista. Si tratta piuttosto di una lotta perché l'Europa viva e prosegua il suo cammino nella storia. L'avversario di oggi, infatti, il relativismo etico, non ha un programma di costruzione dell'Europa alternativo al nostro. Esso ha piuttosto un programma di dissoluzione dell'Europa, che si va peraltro in parte già realizzando. Esso non è in grado di motivare le giovani generazioni a innamorarsi, sposarsi, avere dei figli. Se esso dovesse trionfare in un breve volgere di anni l'Europa scomparirebbe dalla storia ed altre culture, verosimilmente islamiche, occuperebbero lo spazio geografico che noi oggi chiamiamo Europa. La crisi demografica dell'Europa è sotto gli occhi di tutti e ad essa si accompagna una crisi culturale, l'incapacità di creare una base di valori comuni con i milioni di immigrati che vengono da noi a riempire i vuoti del nostro mercato del lavoro. Il relativismo etico nega ai cristiani il diritto di parola, vuole escluderli dal dibattito pubblico attraverso il quale si determinano le scelte politiche del continente, vuole ridurli al rango di cittadini di seconda categoria. Una Europa senza forza morale non potrebbe resistere allo scollamento fra cittadini e classi dirigenti, alla corruzione delle classi dirigenti, alla tentazione dell'uso della violenza ove questa possa essere esercitata senza pericolo. La democrazia relativista è destinata a trasformarsi presto o tardi in un totalitarismo palese o occulto. La nostra democrazia trova nei valori cristiani l'orientamento che la difende contro il rischio della decadenza e della corruzione. Il valore della persona impone il rispetto della sua libertà. Non il relativismo, ma il rispetto della dignità della persona umana è la base della democrazia. Per questa idea di democrazia oggi bisogna dare battaglia, rivendicando per i cristiani il diritto al rispetto, simile a quello che essi offrono a tutti, ed il diritto alla non discriminazione. Così una volta Giovanni Paolo II ha chiesto che non sia impedito ai cristiani di dare il loro contributo alla costruzione dell'Europa. In modo particolare dobbiamo combattere il tentativo, illegale e anticostituzionale, di imporre, a partire dall'Europa, politiche di dissoluzione della famiglia agli Stati membri dell'Unione. E tuttavia "là dove è il pericolo cresce anche la speranza della salvezza". Cresce una nuova generazione di europei alla ricerca di un orientamento per la propria vita. Gli antichi valori sono stati dissacrati, ma non sostituiti e quando si presenta il caso serio della vita, l'amore, il lavoro, la morte delle persone care [...] è verso questi valori che in misura crescente si volge lo sguardo della nuova generazione. I democratici cristiani, i democratici di centro europei non devono concepirsi come i resti di una Europa che scompare ma come l'avanguardia di una nuova Europa che nasce e che a tentoni cerca se stessa."

On. Rocco Buttiglione

Letto 4172 volte Ultima modifica il Lunedì, 19 Maggio 2014 15:27
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