Martedì, 12 Febbraio 2013 09:58

Le dimissioni di Benedetto XVI: un atto di amore coerente

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San Pietro colpita da un fulmine San Pietro colpita da un fulmine San Pietro colpita da un fulmine
"Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero pietrino
(...) Sono ben consapevole - ha detto - che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell`animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato". Con queste parole, inaspettate, Papa Benedetto XVI si è dimesso da Papa. Un fulmine a ciel sereno? Non proprio. Questo grande Papa di segni ne ha dati e probabilmente la scelta di lasciare senza avvisare proprio tutti è stata ponderata a lungo ed è talmente personale e potente da richiedere quel coraggio che solo un grande teologo e un grande uomo avrebbero potuto trovare.

E di cose in queste ore ne sono state scritte tante, tra le quali segnaliamo la polemica, che riteniamo costruita, scoppiata intorno alle parole del Segretario del Papa Giovanni Paolo II, Dziwisz, il quale ha dichiarato che Wojtyla prese una strada diversa da Papa Benedetto XVI, vivendo la sua malattia pubblicamente perchè convinto che "dalla croce non si scende". Questa frase ha fatto il giro del mondo e i giornali hanno montato una polemica assurda dimenticando il seguito della dichiarazione: "Ognuno di loro - ha sottolineato Dziwisz riferendosi a Wojtyla e Ratzinger - aveva un grande carisma e ha avuto un grande ruolo per la Chiesa e per l'umanità. Giovanni Paolo II - ha aggiunto - ha aperto la Chiesa al mondo e questo Papa ha continuato questo percorso." Inoltre, Dzwisz ha ricordato che quando Giovanni Paolo II si ammalò, si consultò con l'allora Cardinale Ratzinger, perchè aveva fiducia in lui.

Noi vogliamo dedicare a questo Grande Papa, oltre che le nostre preghiere, le parole che Petrarca scrisse per Papa Celistino V, il quale si dimise nel lontano 1294 forse per motivi simili: "il suo operato come quello di uno spirito altissimo e libero, che non conosceva imposizioni, di uno spirito veramente divino" (cit.Petrarca)
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